Effetti per strumenti musicali il nuovo pedale synth Meris Enzo

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– di Alex Marenga –

La Meris è una casa costruttrice di effetti per chitarra che negli ultimi anni si è distinta per innovazione e qualità.
Nell’ultimo decennio il rinnovamento tecnologico ha visto il dilagare di una serie di aziende “start-up” dedite all’ingegnerizzazione di una serie di nuovi effetti destinati ai chitarristi nella logica sia di ridefinire i suoni classici che nella proposizione di veri e propri effetti innovativi.

In questo contesto si inserisce Meris che si è fatta notare per la produzione di interessanti effetti a pedale di reverbero e delay come il Mercury e il Polymoon che per versioni di effetti destinati ad espandere le possibilità sonore dei sintetizzatori modulari formato “eurorack” e di cui avevamo già parlato in altre occasioni.
Negli ultimi mesi Meris ha proposto un nuovo prodotto che si proietta su un segmento particolarmente controverso: quello dei pedali “sintetizzatore” per chitarristi.

Questo genere di pedali ha una storia lunga e particolare in quanto il rapporto fra chitarra e suono elettronico costituisce un terreno ibrido che trova una difficile collocazione negli stili musicali che prevedono l’impiego della chitarra.
Storicamente i protagonisti del “prog-rock” e del “jazz-rock” hanno per primi impiegato sistemi che permettevano alla chitarra di generare suoni come quelli dei sintetizzatori a partire dagli anni ’70 (come Steve Hackett, Robert Fripp, John McLaughlin, Paolo Tofani, Ryo Kawasaki e Pat Metheny).

Le direzioni prese dalle case costruttrici di effettistica sono state molteplici scontrandosi con i gusti estetici predominanti nella “popular music”.
Sono stati sviluppati convertitori MIDI (come gli esafonici Roland e Fishman) o veri e propri controller semi chitarristici (come il Synthaxe e derivati successivi), recentemente la Jam Origin ha messo in campo un convertitore software altamente efficiente per chi usa gli strumenti “virtuali” sul computer.

Ma un filone che ha prosperato negli anni è stato quello dei pedalini, in bilico fra filtri controllati in dinamica spesso mischiati ad octaver (come alcuni dei prodotti Electroharmonix) o veri e propri convertitori del segnale audio in correnti di controllo per oscillatori fino a ibridi fra le varie soluzioni.
In questo momento sul mercato convivono varie soluzioni alcune destinate alla chitarra altre al basso elettrico realizzate da vari costruttori.

La caratteristica della maggior parte di queste è la scarsa flessibilità della programmazione timbrica da parte dell’utente che in alcuni casi costringe ad usare dei preset alquanto rigidi o peggio ancora a combattere con problemi di conversione.
Il tutto si inquadra in quale sia la reale esigenza dell’utente, se vuole solo emulare suoni classici o se il fine sia esplorare nuove possibilità.

In questo quadro Meris Enzo costituisce una novità, il pedale, anche se in con una ridotta serie di manopole alle quali sono assegnate varie funzionalità consente di effettuare una certa personalizzazione sonora del timbro che andremo ad utilizzare.
I parametri a disposizione offrono una buona flessibilità e convergono nel pedale tre filoni sonori, quello come synth monofonico-polifonico con oscillatore, quello di synth con sequencer-arpeggiatore in grando di interpretare l’accordo effettuato e quello di filtro-modulatore e ring modulator con delle potenzialità interessanti sul suono elettrico a tutti è aggiungibile un delay.

Il synth offre due forme d’onda, una serie di filtri e vari paramenti di modulazione del timbro. Il buon tracking consente in modalità “mono” di effettuare dei soli efficaci usando il suono sintetico.
Esternamente è possibile collegare o un pedale d’espressione o una minipedaliera Meris a 4 tasti o il MIDI inviabile tramite una interfaccetta che trasforma il pentapolare MIDI standard in jack stereo.

Il pricing accettabile, le dimensioni contenute e la potenza del pedale lo collocano fra i migliori effetti di questo genere.
I limiti sono sia nella ridotta quantità di manopole a disposizione dell’utilizzatore per programmare e nella necessità conseguente di usarle in combinazioni con il mini tasto alt che nell’impossibilità di usare più controlli esterni simultaneamente (ad esempio MIDI o pedaliera a 4 tasti o pedale di espressione).

La laboriosità delle programmazioni, specie se si intendono usare più suoni in successione, costringe a sfruttare il salvataggio della configurazione nelle memorie, che sfruttando la pedaliera aggiuntiva Meris sono solo 4 (ma esclude automaticamente la possibilità di usare clock esterni MIDI) mentre sfruttando una periferica MIDI esterna arrivano a 16 posizioni.
Il tipo di suoni che si riesce a programmare con Meris Enzo non tende sostanzialmente a riprodurre i “grandi classici” della sintesi, come propone ad esempio il Synth 9 di EHX, ma di offre una certa varietà di soluzioni per chi vuole sperimentare timbri particolari.

Meris Enzo si pone, quindi, fra i pedali innovativi che offrono spunti creativi al chitarrista che vuole lavorare sulla programmazione e sull’individuazione di timbri nuovi e originali ma che necessita di un minimo di conoscenza dell’architettura di sintesi e di studio.
Non è adatto a chi ha poco tempo a disposizione e poca dimestichezza con le sonorità elettroniche o a chi si aspetta suoni convenzionali già pronti.
In sintesi il pedale della Meris è un prodotto idoneo ai musicisti che abbiano l’intenzione di sperimentare e confrontarsi con nuove possibilità, a chi esplora generi musicali di frontiera e le nuove tendenze della chitarra.

Enzo