Aphex Twin pubblica Collapse su Warp Records recensione

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Aphex Twin è uno di quei personaggi che riesce a creare attorno ad ogni suo nuovo lavoro un turbinìo di opinioni contrastanti.

E’ probabilmente l’autore più rappresentativo della musica elettronica degli ultimi trent’anni e la sua notorietà ha da tempo travalicato i generi e i pubblici.
Negli anni ’90 è riuscito ad essere protagonista di molti punti di svolta nel linguaggio della popular music elettronica esplosa con il fenomeno Techno, quell’indotto musicale che si regge sul paradigma fra uomo e tecnologie.

Ogni suo disco, realizzato spesso celandosi dietro innumerevoli nicknames, ha scatenato la febbrile attenzione della scena coinvolgendo anche il pubblico dei rave party e conteneva sempre qualche straordinaria novità.
I suoi lavori targati “Polygon Window” e “Caustic Window” hanno fatto vibrare i woofer di molti party techno anche nella penisola dove il suo nome è conosciutissimo.

Dopo un decennio di dischi sorprendenti è stato più di una volta sulla soglia della notorietà “pop” evitando accuratamente di coglierla, ritirandosi dietro qualche comportamento bizzarro come i rifiuti alle collaborazioni con Bjork o Madonna o il suo ritiro dalla scene successivo alla raccolta di e.p. “Analord”.

Indubbiamente Aphex si è rivelato alieno da aspirazioni commerciali come altri suoi colleghi che hanno ceduto a produzioni più accessibili realizzando canzoni e brani radiofonici restando radicale a partire dai titoli impronunciabili dei suoi brani.

Attorno alle release discografiche di Richard D. James degli ultimi anni convivono opinioni opposte, dall’apprezzamento incondizionato alla critica  che gli rimprovera di sfruttare idee già utilizzate, al punto che spesso è difficile datare un suo brano.
Ormai dalla fine degli anni ‘90 Aphex Twin ha delineato quelli che sono i contorni del suo stile, e dopo aver esplorato i vari meandri dell’elettronica sembra essersi assestato attorno a dei criteri formali ben precisi.

La sua musica oggi non colpisce più per la carica innovativa, ma per la qualità formale delle sue composizioni che continuano ad alimentarsi di una grande creatività nella scrittura.
Ogni disco degli anni ’90 sembrava aprire nuove porte e nuovi chiavi di lettura di interi generi, oggi questa capacità di rinnovare il linguaggio sembra essersi fermata, ciò non toglie che la costruzione e la genialità delle sue costruzioni formali continua ad emergere nel mare delle produzioni contemporanee.

Come se la scena non fosse riuscita a superare quelle pietre miliari piantate negli anni ‘90 continuando a macinare nuove versioni delle “casse dritte” e degli “spezzatini” ritmici già sfornati allora.

La grande capacità di scrittura di Richard è racchiusa in due elementi.
Il primo è l’abilità nel non rinchiudersi nella ripetitività del loop e del ciclo del sequencer, le sue ritmiche e le sue linee di basso si dilatano in orizzontale, ogni misura cambia e si evolve in scritture ritmico-melodiche sempre nuove.

Il secondo è la padronanza del materiale armonico e melodico sottomessa al servizio della ricerca sonora che gli permette di spaziare da un uso del pianoforte “preparato” (diremo quasi “post- Cageano”) all’impiego sistematico di scale microtonali, andando a superare la suddivisione temperata in 12 semitoni dell’ottava, ricerca completamente oscura alla maggior parte dei producer elettronici.

Il mix di queste due componenti si è consolidato attorno ad un breakbeat nervoso e acido accompagnato da melodie e linee di accordi mai banali con strutture formali spesso e volentieri atipiche rispetto alle formule consolidate nella dance sperimentale contemporanea e capace di brusche e repentini cambiamenti.

Un modello maturato attorno agli E.P. “Hangable Auto Bulb” (1995) e consolidata con “Drukqs” (2001).

Collapse

E su questo paradigma si muovono anche i brani di “Collapse”, ennesimo E.P. dell’interminabile produzione aphexiana, con quattro brani in vinile e sei in digitale.
Come al solito nomi composti da sigle e numeri usate in lavorazione e per renderne praticamente impossibile la memorizzazione mantenuti come definitivi, la musica di Richard si memorizza ormai come suono e non dal titolo.

Il video stroboscopico e disorientante di Weirdcore accompagna il primo brano “T69 Collapse”, un pezzo articolato che parte su un breakbeat nervoso di batteria che sostiene un tema in pieno stile “Hangable Auto Bulb” capace di svilupparsi in senso orizzontale sostenuto da una tipica linea di basso aphexiana, al secondo minuto il brano si inceppa su un nuovo tema di synth sul quale parte un timbro col filtro modulato in “Sample and Hold” che costituisce una specie di pausa dalla quale inizia una terza sezione, sorretta da un linea di bassline sulla quale si intessono delle trame melodiche in crescendo. La seconda versione del brano “[durichroma]”, presente come bonus in versione digitale, differisce di fatto solo per la durata.

1st 44” si ipotizza sia una collaborazione con Jlin, il brano ha maggiori influssi footwork, utilizza campioni vocali e una parte di batteria irregolare e in continua mutazione.
”MT1 t29r2” che sfrutta sia armonicamente che melodicamente synth con una diversa intonazione è un electro spezzatissima, uno dei brani migliori della raccolta, qui c’è la massima esplorazione formale sulla struttura dei brani recenti di Richard.

abundance10edit[2 R8’s, FZ20m & a 909” è una tessitura di ritmi di diverse batterie elettroniche, la scrittura in continua trasformazione sfrutta cambi timbrici e di intonazione dei suoni percussivi, ma anche qui incombono i tipici timbri scuri e la voce di bambino, il brano si chiude su una tessitura di tappeti e suoni ambientali.

pthex” è il bonus versione digitale, si apre subito sui classici synth “stonati” accordati in quarti di tono (?) lo sviluppo del brano è su un tempo meno spezzato e irregolare del solito e su intrecci di frammenti melodici di synth quando a 2:10 circa entra una bassline inaspettatamente su un tempo completamente diverso che costringe il groove alla pausa centrale, il brano sfrutta una struttura classica ma con elementi che ne disarticolazione l’eventuale prevedibilità.

“Collapse” è uno dei migliori lavori recenti targati Aphex Twin , e, come scrittura orizzontale, come ricerca sulle armonie, come scombinamento della scala temperata, per la varietà delle timbriche ritmiche, resta una delle migliori produzioni elettroniche del 2018.

Alex “Amptek” Marenga

Track List

  1. ‘T69 collapse’
  2. ‘1st 44’
  3. ‘MT1 t29r2’
  4. ‘abundance10edit[2 R8’s, FZ20m & a 909]’
  5. ‘pthex’
  6. ’t69 collapse [durichroma]’