Anna von Hausswolff gli inferi di Dead Magic la recensione

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Anna von Hausswolff Dead Magic 2018

Svedese, classe 1986, nata a Gothenburg, quattro dischi pubblicati e una gran dote vocale.

Calarsi nel mondo di Anna von Hausswolff non è certo cosa semplice, perché è come viaggiare negli inferi fatti di fuoco e fiamme. L’emisfero musicale in cui si danna l’anima è di quelli da cui è difficile uscirne vivi; un mondo fatto di complesse strutture decadenti e maleolenti, dove i mondi satanici si sono incontrati a mezza via.

Che ci siano sentori di Diamanda Galas o Kate Bush questo è palese, c’è però altro nel progetto della Hausswolff, c’è una voce tese e armonica, distante dalle consuete sponde che vengono battute dai marosi.

L’artista svedese produce sistemici e indefiniti viaggi spazio temporali, con una solida quanto inquietante struttura musicale, degna di un disco che riprende il filo poetico di “The Miraculous“.

Anna von Hausswolff ci tiene a sottolineare che per i suoi testi si è ispirata allo scrittore svedese Walter Ljungquist di cui sinceramente ne ignoro le doti.

Cinque brani che non lesinano sensazioni angoscianti, tali da riuscire ad alterare forma e sostanza di un disco “Dead Magic“, che è uno dei lavori più interessanti del 2018.

Dead Magic Track List:

The Truth, The Glow, The Fall
The Mysterious Vanishing of Electra
Ugly and Vengeful
The Marble Eye
Källans återuppståndelse

 Ascolta Dead Magic: