Anche Korg suona analogico al NAMM 2018

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È il NAMM 2018 il luogo in cui la Korg ha presentato in anteprima il nuovo sintetizzatore analogico della serie “logue” il Prologue.

E’ dal 1962 che la casa giapponese fondata da Tsutomu Kato è presente sul mercato degli strumenti elettronici riuscendo, insieme a Roland e Yamaha, ad insidiare il primato in questo settore ai concorrenti statunitensi.

Negli ultimi anni Korg che si è distinta per un offerta innovativa, capace di proporre prodotti rivoluzionari per i mercati nascenti, come quello dei DJ, e per le riedizioni di gioielli del passato analogico della tecnologia musicale come il Korg MS20 o l’ARP ODISSEY.

Malgrado l’evoluzione informatica stia offrendo al musicista soluzioni digitali sempre più potenti le caratteristiche del suono analogico, quella sviluppata da Robert Moog e Don Buchla per i synth degli anni 60 e 70, risultano insostituibili nella tavolozza sonora dei produttori contemporanei.

Korg ha presentato al NAMM 2018 il catalogo dei nuovi prodotti tra cui spicca questa nuova tastiera polifonica.
Per la serie “logue” Korg aveva già presentato Minilogue, il synth polifonico a 4 voci, e il Monologue, monofonico, che ospitava una selezione di suoni realizzata da Aphex Twin che proponevano un motore analogico con un ottima pasta sonora.

Il Prologue

Prologue si colloca come modello di punta in due possibili versioni, quella a 16 (con tastiera a 5 ottave) e quella a 8 voci di polifonia (con tastiera a 4 ottave).

Tra i due modelli esistono anche altre piccole differenze funzionali ma i due elementi che spiccano nell’architettura di questo sintetizzatore è la presenza di un terzo oscillatore digitale, detto Multi Engine, oltre ai due analogici (VCO), per il quale sarà rilasciato in primavera un Software Development Kit (SDK) che permetterà la creazione di oscillatori originali ideati dall’utente e la presenza di un solo filtro analogico (VCF) passa basso a 12 bB per ottava.

Il filtro è un elemento strategico per la definizione del suono di un sintetizzatore e la distinzione fra 12dB e 24dB incide notevolmente su quanto questo circuito intervenga nella modellazione del suono e in macchine di fascia alta di solito è anche possibile disporre di ambedue le due opzioni e di tutte le declinazioni di filtro (passa banda, passa alto, notch etc).

Pur essendo circuiti che effettuano il medesimo compito ci sono sostanziali differenze sonore fra i filtri sviluppati da Moog, Korg, Arturia e dai loro concorrenti.

Uno degli elementi distintivo di Korg, fin dalla serie MS, è stata proprio nel suono caratteristico dei filtri e ascoltando quello a 12dB del Monologue non sorprende che KORG possa aver ritenuto questa architettura sufficiente a caratterizzare il suono anche del Prologue.
Si presenta ricca di opzioni anche la sezione multieffetto di questo sintetizzatore, anch’essa potrà essere personalizzata al momento del rilascio delle SDK.

Il Prologue si colloca fra i sintetizzatori di alta fascia e si rivolge a tastieristi che abbiano necessità di un synth potente, dal timbro originale e incisivo e con un’ interfaccia essenziale e di facile impiego.

Dall’ascolto delle demo in circolazione ci sembra che la pasta sonora densa e tagliente che caratterizza la serie “logue” sia stata mantenuta vedremo se il Prologue potrà essere un prossimo protagonista del mercato musicale.

Alex “Amptek” Marenga